Pensare alle congruenze

miroblogPaiono terminati i lavori di costruzione del casellario comunale nel Cimitero di Vallegioliti. Ritengo necessario fare alcune considerazioni sull’opera, avendo riscontrato… diciamo scarso apprezzamento da parte della popolazione, soprattutto riguardo le scelte estetiche dell’opera. Direi non sia fuori luogo sperare che un tale progetto sia stato stilato da qualcuno che mai ha messo piede nel cimitero, perché altrimenti sarebbe stato difficile produrre un risultato meno congruente al contesto. Al di là dei meri aspetti estetici, comunque, sembrano invece molto più incomprensibili e scriteriate alcune scelte strutturali, in particolare quella di realizzare un “ossario volante”, sollevato da terra e a filo del marciapiede, al di fuori della struttura del casellario, totalmente esposto alle intemperie, e di conseguenza ai danni e alle infiltrazioni delle piogge, non solo alle cellette, ma anche ai futuri arredi funebri delle lapidi. Non sembra una soluzione altrettanto rispettosa delle spoglie ossee dei defunti che vi troveranno riposo, quanto avranno quelle nel casellario, riparato dal tetto, e non si capisce perché l’ossario non potesse essere incluso anch’esso nella parte coperta e riparata in un’unica struttura coesa. L’unico vantaggio ravvisabile in questa scelta di “ossario volante” è forse solo il risparmio di qualche sacco di cemento, non certo la salubrità e la sicurezza, che non è certo una motivazione sostenibile.
L’ossario non è solo a filo del marciapiede nella parte anteriore della struttura, ma cade anche a filo dell’area e del marciapiede laterale. Forse nessuno s’è posto una semplice domanda: se quando sarà acquistata l’area adiacente per la costruzione di un’altra cappella, come dovrà regolarsi il proprietario? Sarà obbligato a tenere uno spazio per il passaggio, quindi magari acquistando un’area “maggiorata”, oppure sarà lasciata un’area vuota, e quindi in questo caso si poteva già realizzare un marciapiede più largo, oppure appoggerà all’ossario, lasciando così solo quel misero spazio vuoto al di sotto dell’ossario come accesso al fianco vuoto delle strutture per eventuali lavori? Peraltro accessibile da operai con una flessibilità da circensi, dato lo spazio.
Un’altra opera che pare non sia stata valutata nel contesto è la scelta di disporre dei cordoli per creare una strada centrale senza fine nell’area nuova. Tali cordoli non sono presenti nelle aree già costruite, compresa quella comunale, che hanno i propri marciapiedi. Anche in questo caso come si dovranno comportare i futuri proprietari delle altre aree? Potranno togliere i cordoli e continuare con l’uniformità strutturale fin’ora realizzata, oppure dovranno realizzare progetti che conglobino i cordoli, quindi in difformità dal resto delle cappelle? Al momento le aree vuote ai lati di tale “strada” sono state grossolanamente e parzialmente arate, come se fossero un campo. Forse se ne farà delle aree verdi, e in questo caso non si capisce la necessità dei cordoli, dato che nell’area vecchia le aree verdi non sono delimitare, e per coerenza sarebbe stato uniforme proseguire in maniera coordinata. Perché non si è attuata quella che poteva essere una soluzione più salubre e meno impegnativa, ovvero ricoprire l’intera area attualmente vuota dell’area nuova di ghiaia, come del resto è pratica diffusa nella maggior parte dei cimiteri, creando un sottofondo pulito, relativamente economico e molto più semplice da realizzare, che non necessitava di alcuna manutenzione, e poteva permettere alle successive costruzioni di conformarsi senza alcun intralcio alle strutture esistenti? Segnalerei ugualmente l’incongruenza degli ”allargamenti” in autobloccanti ad alcuni casellari nella parte vecchia, forse se proprio servono a qualcosa, anche se non si capisce a cosa, visto che non rappresentano una modifica utile per l’accessibilità ai disabili al cimitero, essendo poste solo di fronte a due casellari e basta, era terminato il cemento, o forse era tanto per variare un po’ uno scenario un po’ monotono.
È stata pubblicata l’11 aprile 2016 la determina del 30/10/2015  di affidamento di servizio di manutenzione alle strade comunali alla ditta M.Z.M. di Zanero Marco e Massimo s.n.c. di Cavagnolo (TO), per una spesa totale di €. 10.675,00. Non sono specificate le strade interessate dagli interventi, ma potrebbe trattarsi delle Strade Botto e Bosa sul Monte Bric, oggetto di interventi in quel periodo. (testo determina)
Sono state altresì acquistate 4 lastre in lamiera grecata tipo alubel dalla ditta Rigaldo Francesco & C. di Verrua Savoia (TO) per una spesa complessiva di € 120,00. (testo determina)
Durante il Consiglio Comunale del 17 marzo c.a. è stato comunicato l’esito negativo alla richiesta alla Provincia di Alessandria riguardo la realizzazione di dissuasori a dosso con passaggio pedonale a Vallegioliti, richiesta che per le leggi vigenti non poteva comunque essere raccoglibile. È stata avanzata l’intenzione di valutare la possibilità di installare alcuni VeloOK, quei “barilotti” arancio che rilevano la velocità e individuano i trasgressori, gli stessi, ad esempio, già posti ad Ozzano e Castagnone, e realizzare delle -non si sa per cosa e chi- strisce pedonali. Se l’intenzione di voler assicurare la sicurezza nel centro abitato di Vallegioliti può essere in sé meritoria di apprezzamento, dall’altra parte è difficile non pensare che forse si continua ad affrontare la questione in termini inadatti, senza fermarsi a considerare quali siano le più rilevanti necessità della popolazione e del territorio. Ridurre la velocità del traffico veicolare è l’assoluta priorità di Via Romagnoli? Era palese che i dossi proposti fossero, legalmente e strutturalmente, del tutto inappropriati all’esistente struttura viaria e urbana, tanto quanto i VeloOK rappresentano solo un deterrente “economico” per la velocità dei veicoli. Non sarebbe invece più necessario attuare o caldeggiare con solerzia un ripristino del manto e della struttura stradale fortemente degradate, e non solo nel tratto urbano, ma anche nei due tratti dalla Piagera all’abitato e da Via Mezzano al confine con Odalengo, che rappresentano gli unici due collegamenti totalmente asfaltati del Comune con l’esterno? Ciò sarebbe garanzia non solo di una migliore percorribilità stradale da parte dei veicoli motorizzati, ma anche maggior sicurezza per il transito ciclistico e pedonale, ridurrebbe la rumorosità e aumenterebbe la praticabilità in caso di pioggia. A questo certamente non farebbe male aggiungere una sensibilizzazione al rispetto dei limiti nei centri abitati alla popolazione, dato che basterebbe una maggiore coscienziosità per rendere inutili dissuasori e multe.
Domenica 10 aprile i volontari dell’AiB Valcerrina hanno provveduto alla pulizia di alcuni sentieri di Villamiroglio e Moncestino. Per fortuna esistono realtà che comprendono le necessità e i bisogni non solo degli abitanti e dei turisti, ma soprattutto del territorio, e se ne prendono giusta cura. Grazie a tutti loro e a presto!

Il nuovo casellario comunale nel Cimitero di Vallegioliti e il suo “ossario volante”