Sepolture (dis)sepolte

miroblogSi sono conclusi anche a Vallegioliti i lavori al cimitero per la realizzazione di nuovi (ma in realtà vecchi) marciapiedi. Ad un primo sguardo i lavori non brillano per il loro ingegno, e ad un secondo… idem. Innanzitutto sono stati eliminati tutti i marciapiedi esistenti della parte vecchia del cimitero.
Che fossero o meno compresi nelle aree cimiteriali, comunque i marciapiedi erano stati realizzati “per cura e spese” dei proprietari delle rispettive cappelle, e la loro esistenza non è mai stata contesta. Perché nessuno è stato preventivamente nemmeno avvertito che sarebbero stati eliminati in toto, neanche con la pubblicazione del progetto dei lavori nell’Albo Pretorio in allegato alla delibera che lo prevedeva, considerato anche il fatto che la loro eliminazione andava a coinvolgere direttamente le tombe?
Sono stati eliminati anche i più recenti interventi (allargamento marciapiedi e scivolo all’ingresso) quindi buttando alle ortiche dopo pochi mesi lavori e soldi.
La realizzazione in sé pecca per diversi, evidenti, motivi. La connessione dei nuovi marciapiedi  alle strutture esistenti è quasi uniformemente inconcepibile, in diverse parti del tutto inadatta, in parti instabile, e non è stata tenuta per nulla in conto la conformazione delle strutture esistenti, alcune anche antiche, e le infiltrazioni d’acqua che i nuovi marciapiedi non direttamente coesi alle strutture e senza alcuna impermeabilizzazione provocheranno.
Ne traggono maggior danno l’estetica e l’assetto architettonico di diverse cappelle (si va da basamenti, colonne e zoccoli completamente o quasi affossati a fondamenta e impermeabilizzazioni scoperte fino a danneggiamenti…), ma soprattutto la salubrità di molte aree, come quelle a cui è stato di fatto cancellato il gradino che le preservava dagli accumuli d’acqua, in particolare il vecchio casellario comunale al centro della fila di fondo e il casellario nell’angolo in fondo a sinistra rispetto all’ingresso, che alla prima pioggia si troveranno sommersi dall’acqua, secondo il principio idraulico che l’acqua corre sempre verso il basso, essendo i nuovi marciapiedi in pendenza diretta verso i casellari, e non verso il tombino per l’angolo, e addirittura senza nessuna griglia o tombino a fermare l’acqua davanti al casellario centrale! Un casellario da cui è stato divelto l’intero basamento anteriore… parte integrante di un’opera che risale all’immediato dopoguerra… un monumento storico della collettività che potrebbe anche rientrare nel patrimonio culturale, e quindi essere protetto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Articolo 2. 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.)!
Lo stesso problema di pendenza lo ha anche il tratto di marciapiedi che finisce nel vuoto verso l’area nuova, dove è stata realizzata un’aiuola, (anch’essa ovviante pendente, per intonarsi…) nell’area lasciata libera per una possibile apertura in caso di un ampliamento, che diciamo la verità, Vallegioliti non ne avrà mai bisogno, visto che non c’è neanche un corsa ad accaparrarsi le aree dell’area nuova!
I marciapiedi oltretutto sono stati realizzati in cubetti autobloccanti, e chi ha superfici in questo materiale sa perfettamente che, specie nei luoghi umidi, nelle fughe crescono erba e muschio molto facilmente, per usare un eufemismo. Si vocifera di un ulteriore interevento con del materiale impermeabilizzante a base plastica… vedremo quanto potrà durare visti i precedenti… probabilmente prima o poi si tornerà a ricorrere ai soliti cicli continui di diserbante a base di glifosate… vabbè che lì ormai sono tutti morti, ma c’è anche un certo via vai di vivi… che dovranno quindi sobbarcarsi veleni e altri, altri (evitabili) costi!
I vecchi marciapiedi del cimitero non avevano nulla che non andasse, erano stati fatti per essere il completamento strutturalmente corretto per ogni cappella o casellario da chi li aveva costruiti. Diverso era il discorso per il marciapiedi centrale, rovinato dal tempo e dal sale antighiaccio, ma se l’intento era quello di abbattere le barriere architettoniche nel cimitero, dovute semplicemente al fatto che in collina le pendenze sono parte integrante del territorio, non si poteva meglio intervenire mantenendo le strutture esistenti e realizzando un marciapiedi adiacente al posto dei camminamenti inghiaiati (soluzione per altro parzialmente già adottata nel Cimitero di Villamiroglio, dove lo spazio a disposizione è molto minore!), in materiale coerente a quanto già esistente e senza danneggiare le strutture, con una maggiore attenzione alla qualità delle finiture e le necessarie attenzioni alla parte idraulica per salvaguardare la salubrità delle sepolture? Ma i lavori pubblici non avrebbero come scopo quello di migliorare la res pubblica? A presto.

Solo pochi esempi delle fondamenta e impermeabilizzazioni lasciate scoperte dai nuovi marciapiedi nel Cimitero di Vallegioliti
Lo stato del vecchio casellario comunale con le lapidi a livello del terreno pronte ad accogliere le acque reflue e alcuni dei tanti basamenti parzialmente sepolti a causa dei nuovi marciapiedi